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Anche i pubblicitari hanno un’anima- Pubblicità Sociale

By Massimo Mazzarini   Posted: 12 aprile 2017 alle 10:21 am   Categoria: Pubblicità e comunicazione

Con pubblicità sociale si intende “quella forma di pubblicità che ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su problematiche di carattere morale e civile riguardanti l’intera comunità”.


In Italia la pubblicità sociale è stata introdotta nel 1971 grazie a Pubblicità Progresso (nata sul modello dell’analoga organizzazione statunitense Advertising Council e diventata fondazione nel 2005), una fondazione no-profit che dedica il suo impegno ad argomenti morali, civili ed educativi riguardanti l’intera comunità attraverso la realizzazione di campagne pubblicitarie distribuite gratuitamente. I successi raggiunti dalle campagne dell’associazione fin dai suoi primi anni di vita hanno fatto sì che altri enti non governativi e imprese private ne seguissero l’esempio.

Oggi, un numero sempre maggiore di soggetti è arrivato a comprendere l’enorme potenziale di questo strumento democratico per il cambiamento sociale, per cui fare comunicazione sociale non è più solo un interesse delle  istituzioni  pubbliche, che la utilizzano per dialogare coi propri cittadini e per veicolare informazioni utili; e nemmeno solo delle organizzazioni  no  profit, che la utilizzano per farsi conoscere, per raccogliere fondi e sensibilizzare  il  pubblico su temi sociali rilevanti; ma è diventato un elemento molto interessante anche per le imprese profit oriented, che vedono nella comunicazione sociale un veicolo per valorizzare i propri prodotti, quando essi siano stati realizzati secondo criteri etici e di sostenibilità, oltre che per  dimostrare  il  proprio  impegno  sociale  nell’ambito della Responsabilità Sociale d’Impresa. Se   la   pubblicità   commerciale   lavora   prevalentemente  nell’ area   dei desideri  e  dei  sogni,  adottando  spesso l’arma  della  seduzione,  la  pubblicità sociale  fa  leva  sulle  idee  e  sui  valori delle persone.

Per ottimizzare il messaggio pubblicitario è meglio utilizzare toni drammatici o rassicuranti? Sono più efficaci le campagne che propongono il problema o quelle che presentano i risultati ottenuti? Il linguaggio didattico, utile a far capire i  problemi, è sufficiente a far comprendere le possibili soluzioni? Non esistono risposte univoche, l’importante è “portare a casa il risultato”, cioè riuscire ad informare, attirare l’attenzione della società e spingerla verso scelte di vita più etiche e corrette. È qui che entra in ballo la “creatività” dell’agenzia, l’idea creativa che può fare la differenza e mai come in questo caso vale il motto di Oscar WildeNon importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”  

Anche STUDIOGENIUS ha voluto cimentarsi in questa particolare forma di comunicazione in un progetto “Studiogenius per il Sociale” e alcune associazioni hanno voluto gratificarci utilizzando i nostri messaggi. 

Qui potete trovare l’intervista che abbiamo rilasciato al giornale SocialNews per il mensile dedicato alla violenza sulle donne http://www.socialnews.it/articoli-mensile.



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