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Coronavirus, Social, Paura e Fake News

By Giulia Mazzarini   Posted: 30 marzo 2020 alle 12:17 pm   Categoria: Curiosità

 

La paura fa credere a tutto. Tutto alimenta la paura.

Partendo da questo concetto fondamentale è importante capire che i Social sono mezzi di comunicazione meravigliosi. Possono essere anche terapeutici in questi momenti difficili e di distanziamento social SE usati nella maniera corretta.

Cosa si intende per uso corretto dei social?

Innanzitutto il TEMPO che passiamo su questi mezzi. Da uno studio recente è emerso che la quantità di tempo corretta da trascorrere sui social è di 30 minuti al giorno. A dirlo sono gli studiosi dell’Università della Pennsylvania, che ne hanno fatto ridurre l’uso ad alcuni studenti, riscontrando un miglioramento sotto il profilo del loro benessere psicologico.

Un’altro errore da non sottovalutare è prendere tutto ciò che si legge sui social per “oro colato”. I Social NON SONO fonti autorevoli. Chiunque può scrivere sui social, gli articoli che vengono condivisi spesso contengono informazioni non verificate provenienti da fonti di dubbia affidabilità. In parole povere non tutto quello che leggiamo e sentiamo all’interno delle piattaforme social è vero.

Dalle cure miracolose fai da te con aglio, cipolla e Vitamina C, all’acqua calda che uccide il virus per arrivare ai gargarismi con la candeggina. Centinaia di fake news alimentano ogni giorno ansia, paure e smarrimento.

Quando il nemico, come in questo caso, è invisibile, l’essere umano è spaesato. Non vedere l’avversario aumenta la paura e il senso di impotenza. Si cerca quindi, spesso involontariamente, di “materializzare” questo nemico. Come? creandolo. Il nemico diventa chi crea il decreto che ti impone di stare in casa. Perché è sicuramente un complotto, certamente ci vogliono tenere chiusi in casa perché ci vogliono rendere schiavi, non per fermare l’epidemia. Vediamo il nemico nell’anziano che passeggia, che magari si sta semplicemente recando a una visita medica che non può saltare. Vediamo il nemico nell’extracomunitario che non si ammala, perché qualcuno su Facebook ha detto che non ci sono extracomunitari negli ospedali.

Le fake news fanno questo, aumentano il senso di smarrimento, aumentano la paura e spesso la trasformano in odio. Disinformazione e fake news sono pericolose sempre, ma tanto più lo sono in questo momento particolare dove in gioco c’è la salute della popolazione.

La verifica delle fonti e l’approfondimento, prima della condivisione, dovrebbero essere le parole d’ordine in questo mare magnum di informazioni distribuite attraverso canali tutt’altro che ufficiali. E invece sembra una gara a chi invia prima la notizia più sensazionale e allarmante sulle modalità di contagio. La stampa è la prima colpevole, diffondendo video, audio, immagini senza aver prima fatto tutte le ricerche e gli approfondimenti del caso, ma la vera arma siamo noi. Siamo tutti noi utenti con i nostri share a dare valore e risalto a queste bufale. Se noi per primi “cestiniamo” tutto ciò che non è verificato o non proviene da fonti attendibili questi giornaletti faranno la fine che meritano!

E’ quindi bene tenere presente che le uniche notizie certe e attendibili in materia vanno cercate sui siti istituzionali nazionali e globali come l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha anche una sezione appositamente dedicata a smentire le fake news che circolano con più insistenza.

 



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