fbpx

Online Business: tra Retail Arbitrage VS Private Labeling e E-Commerce VS Marketplace

By Giulia Mazzarini   Posted: 9 aprile 2020 alle 6:30 pm   Categoria: Web Marketing

Con il termine “E-commerce” si intende l’insieme delle attività di vendita e acquisto di prodotti effettuato tramite Internet. Si tratta di un modello di business che prevede un insieme di transazioni e operazioni commerciali che avvengono business-to-business (B2B), business-to-consumer (B2C), consumer-to-consumer (C2C) or consumer-to-business (C2B).

Per farci una vaga idea della portata, in costante aumento, della vendita online si stima che nel 2020, il numero di acquirenti digitali dovrebbe essere di 2,05 miliardi e si prevede che il numero continuerà a crescere nel 2021 raggiungendo i 2,14 miliardi. In poche parole si prevede che una persona su quattro acquisterà online (il 26,28% dei 7,8 miliardi di persone nel mondo). Per approfondire meglio queste statistiche consiglio la lettura di un articolo molto interessante del sito Oberlo che trovate a questo link (NB l’ articolo è in lingua inglese).

L’ Ecommerce è una materia complessa che coinvolge più discipline che vanno dal commercio elettronico, alla tutela del consumatore, ai regolamenti in termini di privacy per quanto riguarda i dati sensibili dell’acquirente, alla pubblicità, passando per altre numerose normative egualmente rilevanti.

Fatta questa necessaria premessa esistono sostanzialmente due modi di fare Vendita Online: quello definito da Amazon il “Retail Arbitrage” e il “Private Labeling”, in ordine, la vendita online di prodotti di altri brand e la vendita del proprio marchio.

Vediamo i pro e i contro di una scelta piuttosto che un’altra.

Vendere online prodotti di altri brand è sicuramente più veloce e meno dispendioso. In alcuni casi si può sfruttare la pubblicità sulla quale i brand stessi hanno già investito tempo e soldi e, in generale, il rischio è sicuramente più basso.

Gli svantaggi sono sicuramente una maggior competizione e concorrenza, dei margini di guadagno più bassi, un controllo spesso limitato da linee guida dei brand stessi e una difficoltà molto più marcata nel creare fidelizzazione da parte dei clienti.

Vendere online il proprio marchio, al contrario, avrà una partenza più lenta e necessiterà di un budget maggiore, sia in termini di realizzazione fisica della macchina produttiva che in termini di pubblicità e posizionamento sul mercato.

I punti di forza saranno però, una volta partiti, dei margini più alti di guadagno, il totale potere decisionale in termini di posizionamento, strategie di marketing, prezzo dei prodotti, brand identity e  brand image e una più debole concorrenza perché si avrà la possibilità di differenziarsi.

Per vendere Online è necessario avere un proprio sito E-commerce?

La risposta è no. Per chi non si sente pronto ad avventurarsi nel mondo dell’ E-commerce esistono delle piattaforme, MARKETPLACE che mettono a disposizione delle aziende bacheche, vetrine o veri e propri negozi virtuali (eShop) pronti per l’uso, strumenti di comunicazione, gestione ordini, customer care e soprattutto un bacino di potenziali clienti già iscritti e fidelizzati alla piattaforma.

Di seguito alcuni dei marketplace più famosi.
Per quello che riguarda le tipologie, sul mercato troviamo sia marketplace orizzontali (che ospitano aziende e prodotti delle più svariate nicchie commerciali), sia marketplace verticali (specializzati invece in un settore specifico).

Tra i principali marketplace orizzontali troviamo ad esempio Amazon, eBay, AliExpress e Ulmart, piattaforme sulle quali è possibile vendere e acquistare qualunque tipo di prodotto;

Per quel che riguarda invece i marketplace verticali possiamo citare Zalando e Light In The Box (abbigliamento), Etsy (arte e artigianato), ePrice (tecnologia ed elettrodomestici), AbeBooks (libri usati) e iGourmet (alimentari).

Quindi, marketplace o E-commerce?

Ancora una volta la scelta di utilizzare un Marketplace piuttosto che un sito E-commerce personale ha, in entrambi i casi, i suoi pro e i suoi contro.

All’interno di un marketplace i prodotti sono venduti in un eco-sistema globale testato, normalizzato e funzionale; probabilmente avente già milioni di consumatori fidelizzati e attivi sulla piattaforma. L’azienda inoltre non è responsabile dei sistemi di pagamento, delle transazioni e di eventuali truffe incorse sulla piattaforma. Di contro, il marketplace ha un costo mensile fisso o un margine sulle vendite (o entrambi). Altissima competizione tra le aziende presenti sulla piattaforma. Scarsissima, se non nulla, possibilità di personalizzazione.

Per quanto riguarda invece un sito E-commerce è totalmente modificabile e personalizzabile a seconda delle esigenze, facilmente integrabile con blog aziendale, siti di recensioni online e social network; nessun canone mensile per il negozio online o fee sulle vendite da riconoscere a terzi. Possibilità di promozione del prodotto e del brand nello stesso tempo in modo efficace. Di contro, lo shop online deve essere posizionato da zero, senza i dovuti investimenti in marketing e comunicazione non è visibile sui motori di ricerca; non è visibile sui social network; non riceve visite profilate; non vende; non fidelizza.



Lascia un commento

StudioGenius s.a.s © 2017 Tutti i diritti riservati
Shares